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Eredità inconsce. Lavoro in gruppo sulla domanda.

Domenica 19 aprile 2015 dalle 9.30 alle 18.30

In genere abbiamo memoria di Diego De Gottardi2noi stessi a partire dai tre anni circa, ma la nostra storia comincia molto tempo prima. Siamo il frutto di un terreno psicologico lavorato dalle generazioni che ci hanno preceduti: la storia della nostra famiglia vive in noi. Eredità familiare e storia personale sono a loro volta inserite nel contesto collettivo, in un momento storico e sociale. È quindi giusto dire che biografia personale, storia familiare e contesto sociale ci determinano, ci influenzano e si esprimono in noi anche a livello inconscio.                 

Cresciamo nel presente, grazie al contatto con gli altri. La relazione con le persone significative svela il nostro carattere: la realtà interiore, ciò di cui siamo meno consapevoli, spesso emerge e diventa tangibile proprio nelle situazioni di crisi. Ciò mette in risalto le nostre difficoltà e i nostri talenti e costituisce un’opportunità per avvicinarci di più a quello che siamo.

Seguire le tracce dell’inconscio.

Il lavoro prende avvio da temi o situazioni concrete, presenti o passate, che i partecipanti desiderino affrontare. Nel mettere in scena una situazione personale che ci tocca profondamente, i contenuti inconsci psicologicamente più rilevanti e disponibili per l’elaborazione, ci mostrano dove c’è energia e di cosa dobbiamo tenere conto. Fare questo in gruppo permette di mettere in scena le situazioni, di avere più energia a disposizione e anche contenimento emotivo. Aspetti questi essenziali per rimanere più costantemente in contatto con se stessi e con quel che emerge nel processo: se seguiamo quel che sentiamo siamo sulla giusta traccia.

Il lavoro.

Dopo un momento dedicato alla conoscenza reciproca, partiamo con la domanda di un partecipante, e seguiamo i segnali espressivi – gesti, sensazioni, emozioni, intuizioni – che affiorano spontaneamente mentre la situazione viene raccontata e rappresentata. Lo facciamo centrandoci sulle sensazioni, fisiche ed emotive. I partecipanti, se richiesto, possono impersonare i personaggi necessari alla messa in scena. A chiusura del lavoro, riassumiamo il vissuto corporeo ed emotivo nel percorso attraverso parole che, rispettandone il senso, riflettono ciò che il corpo esprime.

Diego De Gottardi22

 

Dove.

In Via Rainéd 7 a Taverne, all’interno dello spazio benessere “inArmonia”.

Arrivati al numero 7, sulla destra c’è uno sterrato dove potete posteggiare.

 

A pranzo si potrà mangiare assieme in zona oppure portare il proprio pranzo. Nelle pause verranno offerti te e biscotti.

La partecipazione è libera: si può dare un contributo per le spese secondo il senso che diamo al lavoro. È richiesta l’iscrizione. Per l’iscrizione e le informazioni rivolgetevi agli organizzatori:

Diego De Gottardi: 078 779 77 06 o diegodego@gmail.com
Naomi Brunschwig: 079 436 43 68 o naooooo@gmail.com

Il lavoro proposto si basa sulla mia formazione ed esperienza con modalità diverse di lavoro con i sistemi relazionali umani: ha come base la Psicoenergetica (P. Schellenbaum), aspetti della Psicogenealogia (A. Schützenberger, A. Jodorowsky) e delle Costellazioni dei sistemi.

Cosa dicono i nostri sogni?

Schermata 02-2456338 alle 10.40.02 AMCosa dicono di noi i nostri sogni.

Comprendere il linguaggio dei sogni e capire cosa svelano del nostro “carattere”.

Con Diego De Gottardi psicoterapeuta
martedì 12 marzo 2013 ore 20.00
presso la Fondazione Uriele Via S. Gottardo 51b – Massagno
Entrata libera

Dopo una breve esposizione del tema sarà dato spazio ad approfondimenti o domande inerenti il tema stesso e soprattutto, per chi lo vorrà, per portare sogni da “leggere” assieme.
Il linguaggio dei sogni è fatto di immagini e simboli con molteplici significati non riducibili al pensiero lineare. Le immagini del sogno possono essere nette, avere forme
chiare, ma mostrano sempre più facce: quando descriviamo il sogno abbiamo spesso la sensazione che non fosse proprio così. Imparare a tradurre il linguaggio dei sogni getta
un ponte fra il giorno e la notte: bisogna adattare il nostro linguaggio per cogliere senza tradirlo, il senso del sogno. Attraverso le figure e le situazioni del sogno la psiche ci
comunica la sua “condizione”. Il sogno ci mostra dove siamo, ci indica che cosa stiamo facendo, ma non dice che cosa dobbiamo fare.

Questo è il nostro compito, da svegli.